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Accoglienza di persone in difficoltà

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Questa sezione chiarisce molti aspetti sull'accoglienza di persone in stato di difficoltà.

Vi invitiamo a leggerla per intero, in particolare le domande frequenti.



L'ACCOGLIENZA DI PERSONE IN DIFFICOLTA' NEL VILLAGGIO SOLIDALE

Il Villaggio Solidale è nato per ospitare persone che hanno necessità di accoglienza abitativa in un contesto ricco di relazioni da un lato e con la possibilità di appoggio da parte di volontari e/o personale specializzato e in stato di difficoltà abitativa.

Le persone che chiedono accoglienza sono spesso portatrici di fragilità che possono avere cause diverse e a volte intrecciate: perdita o precarietà del lavoro, la fragilità del carattere, un lieve disagio psichiatrico, la mancanza o la perdita di reti di familiari e amici, la solitudine...

Il "problema casa" può essere rappresentato non solo dalla mancanza di una abitazione o dalla sua inadeguatezza strutturale, ma anche dal vivere la dimensione domestica in modo pesante, magari conflittuale, o in una solitudine e disagio personale tali che l'abitazione anzichè essere un luogo di riposo e protezione diventa man mano un luogo di abbandono.

Noi crediamo con convinzione che la diversità offra stimoli e risorse. Per questo nel Villaggio abitano persone in condizioni personali o familiari anche molto diverse:

  • famiglie in stato di difficoltà
  • persone anziane
  • persone in stato di temporanea difficoltà
  • persone con lieve disagio psichiatrico
  • persone con disabilità psichica
  • richiedenti asilo politico
  • famiglie "solidali" dell'associazione Mondo di Comunità e Famiglia
  • altre situazioni che possono essere legate ad una contingenza particolare

L'accoglienza di persone in difficoltà è il principale progetto del Villaggio Solidale, attivo dal 2011 e in continuo sviluppo.


DOMANDE FREQUENTI

  • Nel Villaggio si abita gratis? / Si può barattare l’alloggio con il proprio lavoro? / Quanto costa abitare al Villaggio? / Posso comprare casa lì da voi?
    • Gli ospiti del Villaggio pagano una retta di accoglienza eventualmente con il sostegno dei servizi sociali del loro comune di residenza o con il sostegno di parenti o amici che possono contribuire alle spese di accoglienza.
    • Non abbiamo "listini" e "tariffari" già pronti. La quota di accoglienza è variabile in base a un insieme di fattori che vanno valutati dall'equipe di valutazione accoglienze del Villaggio Solidale assieme alle persone e/o ai servizi interessati. I fattori che influenzano la determinazione della retta sono:
      • le dimensioni dell'alloggio: si va dalle camere singole con bagno e cucina in comune con altri ospiti agli appartamenti (monolocali o bilocali) indipendenti
      • i consumi per le utenze: calcoliamo delle somme mensili che andranno poi conguagliate se i consumi sono stati superiori o inferiori. Ogni alloggio ha il controllo individuale dei consumi.
      • l'affiancamento di personale di supporto: se l'accoglienza richiede un monitoraggio o un accompagnamento sociale o educativo o altri servizi accessori alla persona, la retta ne terrà ovviamente conto.
  • Le persone in difficoltà lavorano tutte? / Le aiutate a trovare lavoro?
    • Non tutte le persone in difficoltà che abitano nel Villaggio lavorano, altre non possono perché non trovano un’occupazione oppure per motivi di salute o invalidità. In questi casi i servizi sociali possono decidere di sostenere economicamente la loro permanenza al Villaggio.
    • Nel Villaggio non abbiamo un servizio di orientamento e ricerca di lavoro, anche se cerchiamo di collaborare con altre realtà (cooperative, imprese amiche, cittadini…) per trovare occasioni anche saltuarie di occupazione per gli ospiti.
    • Alcuni ospiti possono collaborare in cambio di piccoli contributi con l'associazione "La rete del Villaggio" che gestisce gli spazi aggregativi interni al Villaggio: adesempio la sistemazione degli spazi dopo che sono stati utilizzati per feste ed eventi oppure lavori di manutenzione… non possiamo offrire molto di più, ma per quanto poco è utile per sostenere il reddito e soprattutto per tenere occupato il tempo libero e i pensieri.
  • Chi sceglie chi può abitare e chi no? Le persone in difficoltà sono seguite?
    • Nel Villaggio c’è un'equipe che valuta la situazione della persona che richiede accoglienza, se necessario assieme ai servizi sociali del suo comune di residenza o agli altri servizi interessati. Questa equipe è composta dal direttore della Fondazione,  1 assistente sociale (facente anche parte dell'associsazione di fgamiglie "Il Grappolo"), 1 esperto in progettazione di servizi alla persona. L'equipe incontra le persone o i servizi interessati ad una accoglienza al Villaggio per capire SE l'accoglienza è possibile e quale progetto si può definire.
    • Le persone possono proporsi da sole o essere presentate dai servizi sociali. In quasi tutti i casi cerchiamo una sinergia con i servizi sociali del comune di residenza: questo per capire nel dettaglio qual è la situazione e per formulare un progetto di accoglienza sostenibile (cioè che preveda servizi adeguati e almeno una parziale copertura economica).
    • Nel Villaggio lavorano due operatori che ha il ruolo di facilitare le relazioni tra tutti e di accompagnare ogni persona in difficoltà, a seconda delle esigenze effettive: ad esempio, per qualcuno può essere sufficiente un appoggio per ambientarsi al momento dell’ingresso, per altri un monitoraggio continuo rispetto all’igiene o all’alimentazione, per altri colloqui frequenti per cercare di risolvere problemi legali o burocratici. L’educatrice quindi lavora in rete con gli ospiti e con gli altri servizi territoriali, per migliorare la qualità della permanenza e facilitare l’emancipazione di ogni persona.
  • Come si vive nel Villaggio? / Cosa fate tutto il giorno?
    • Nel Villaggio però ci sono alcuni momenti comuni che permettono di conoscersi meglio e di fare amicizia: il caffè delle 10:00 ogni mattina, pranzi e cene comuni, ritrovi e feste… i bambini delle varie famiglie soprattutto sanno sfruttare al meglio queste opportunità per stare assieme.
    • La scelta è quella di vivere il proprio tempo libero vicino agli altri, cercando di stare bene anche con chi si conosce poco, attenti alle esigenze di ognuno e disponibili ad essere di aiuto, specialmente verso chi sta passando un periodo difficile. Magari vuol dire bussare alla porta se sai che il tuo vicino è ammalato, oppure andare assieme a fare la spesa, oppure accudire un bambino finché la mamma è a lavoro… cose semplici che se fatte con costanza possono rendere migliore la vita.